venerdì 5 agosto 2011

Secondo Capitolo - Novembre

Bree stava suonando la chitarra nella sua stanza, sul letto. Era in pantaloncini e una felpa che la copriva tutta. Guardò fuori dalla finestra e si accorse che aveva smesso di piovere. Quindi l'aprì per sentire l'odore della terra bagnata. Mentre guardava fuori vide Cadie camminare verso casa sua. Chiuse la finestra, posò la chitarra al suo posto e scese le scale. Arrivò alla porta e l'aprì. Il freddo le fece congelare la testa e le gambe, che aveva nude. Si tolse gli occhiali per un momento, chiuse gli occhi e si massaggiò le tempie, che le pulsavano. Rimise gli occhiali e vide Cadie sull'uscio. La invitò ad entrare e salirono in stanza. Bree chiuse la porta e si sedette sulla sedia vicino la scrivania, mentre Cadie si sedette sul letto con le gambe incrociate. Non aveva ancora detto una parola, strofinava le mani l'una con l'altra, faceva così quando era nervosa, triste o spaventata. Bree lo sapeva e le chiese cosa avesse.
«Shannon.» Disse con un filo di voce.
«Cosa è successo?» Cadie sospirò e poi iniziò a piangere. Bree si alzò e si sedette anche lei sul letto, si mise in ginocchio e abbracciò la sua amica. Non sapeva cosa fosse successo ma se Cadie piangeva lei la consolava, e Cadie faceva lo stesso con lei. Cadie si asciugò il naso con il maglioncino e guardò Bree.
«Non si è fatto vedere.» Riuscì a dire Cadie mentre continuava a strofinare le mani. «Sono andata dove mi aveva detto lui e, beh, lui non c'era. L'ho chiamato al cellulare e mi ha detto che era solo una scommessa con alcuni suoi amici. Mi ha detto che non ha la minima intenzione di uscire con me.» Bree la guardò stupita.
«Ma..come? Tu sei bellissima, simpatica, solare e chi più ne ha più ne metta. Cioè, sei la ragazza perfetta! Shannon è proprio uno stupido, non sa cosa ha perso.» Cadie la guardò e per un attimo sorrise.
«E tu invece?» Chiese con un sorrisino malizioso.
«Cosa?»
«Hai detto ad Adam che lo ami?»
Bree sbuffò. «Eh? Cosa? No! Non ce la faccio. Insomma guardami!»
«Ti guardo. E sei stupenda. Bellissima, favolosa.»
«Certo, lo dici solo per farmi piacere.» Cadie si avvicinò a Bree e le tolse gli occhiali, le sciolse i capelli e li sistemò. Si alzò e aprì tutti i cassetti, cercava e cercava. «Cosa cerchi?»
«Dove tieni le cose per il make-up?»
«Non..ehm..non ho nulla per il make-up.» Cadie chiuse di colpo il cassetto e si voltò verso di lei.
«Uh, bene. E tua mamma dove li tiene?»
«Nel cassetto del suo bagno.»
«Bene, vieni con me.» Cadie prese la mano di Bree e la portò di corsa nel bangno privato della mamma del sua migliore amica. Il bagno era enorme, una grande vasca idromassaggio, già piena d'acqua, con tanta schiuma e petali di rosa. Bagnoschiuma ovunque. E un lavabo enorme con un specchio che occupava tutta la parete. «Perchè la vasca è piena d'acqua?»
«Mamma la riempie prima di uscire, così quando torna può subito fare il bagno.»
«Tua madre sà cosa vuol dire viziarsi.» Disse Cadie guardandosi intorno e subito cominciò a cercare tutto l'occorrente per il make-up. «Ecco! Trovato. Bene, ora torniamo nella tua stanza.» Le due amiche uscirono dal bagno e tornarono di corsa nella stanza di Bree. «Mmh. Siedi qui, forza.» Cadie batteva la mano sulla sedia per invitare Bree a sedere.
«Ma cosa vuoi fare? Per caso vuoi..» Cadie annuì. «Oh mio Dio. Bene, di male in peggio.»
«Ma no! Vedrai che sarai bellissima.» Cadie iniziò a truccare Bree. Le mise la matita, l'ombretto e il mascara. Non voleva esagerare troppo, ma soprattutto non voleva coprire il bellissimo colore chiaro della sua pelle. «Ecco, finito. Guardati allo specchio.» Bree si alzò dalla sedia e si guardò allo specchio. Non sembrava più lei. Ora era bella. «Vedi, il trucco nero fa risaltare il colore dei tuoi occhi.»
«Wow. I capelli sciolti, niente occhiali, il make-up. Sono, wow, non trovo le parole.»
«Se domani vieni così a scuola, bhe, Adam si accorgerà sicuramente di te.»
«Tu dici?» Disse Bree continuando a guardasi allo specchio. Non poteva credere di essere lei.
«Ne sono sicura.» Cadie guardò l'orologio che aveva al polso. «Cavolo, com'è tardi! Io devo andare Bree, a domani, ciao!» Bree la salutò ma non l'accompagnò nemmneno alla porta, come faceva di solito. Rimase a guardarsi allo specchio. Poi cercò nei cassetti e trovò la sua Polaroid. Apparteneva a suo nonno, ma lui gliel'aveva lasciata prima di morire. Bree si scattò una foto e dalla macchina uscì una lingua bianca e sottile. Bree la sventolò per fare uscire il colore. Continuò a scattare foto, a tutto. Ogni particolare della sua stanza lo intrappolò in quella carta plastificata. Prese tutte le fotografie e le incollò alla parete. E sotto scrisse una frase di William Shakespeare, che aveva studiato proprio quel pomeriggio.
Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni.

1 commento:

  1. Mi piace molto come hai concluso il capitolo, è quello che io chiamerei: finale ad effetto.
    Bello, bello, bello!

    RispondiElimina