giovedì 4 agosto 2011

Primo Capitolo - Novembre

Quella mattina Bree si svegliò e ritrovò le lenzuola sul pavimento. Si alzò e rimase qualche minuto a guardare fuori dalla finestra. Osservava la pioggia scivolare sul vetro appannato e seguiva le gocce con un dito. Lo stesso dito poi se lo portò alle labbra e sentì il freddo che avrebbe dovuto affrontare uscendo da quella casa, così calda, così accogliente. Si girò e si diresse verso l'armadio. Lo aprì e cercò qualcosa che non avesse ancora indossato quella settimana. Ma nulla. Fu costretta ad indossare nuovamente il jeans neri e il maglioncino grigio. Poi si infilò le calze. Andava di fretta e non si accorse di aver messo due calzini di diverso colore. Nel piede sinistro ne mise uno verde e in quello destro lo mise blu e rosso. Scese le scale e andò in cucina ma trovò solo suo fratello Matt bere il latte e i cereali, quelli al miele, quelli che le piacevano tanto quando era bambina.
«Matt, mamma è già andata a lavoro?»
«Si, adesso spostati, stai coprendo la TV e io stò guardando Disney Channel.»
«Hai tredici anni! Quando smetterai di guardare queste cose demenziali?»
«E tu quando smetterai di scrivere quelle cazzate sul tuo diario?»
«Hai letto il mio diario?»
«Oh si, sorella. E l'hanno letto anche Sid, Malcom e Josh.»
«Sei proprio uno stronzo.»
«Anche io ti voglio bene.»
Bree uscì di casa sbattendosi la porta alle spalle. Camminava in modo goffo. Teneva i libri tra le braccia e si mordicchiava il labbro inferiore fino a fare uscire un pò di sangue che poi succhiava. Il freddo le faceva battere i denti e congelare il naso che le diventava rosso come un pomodoro. Camminava a testa bassa e guardava le converse rosse e un pò malandate. Nonostante tutto ciò che le provocava l'inverno -mal di testa, pelle secca, naso rosso e raffreddore- amava quella stagione perchè tutto era silenzioso.
Arrivata a scuola, Bree, mise i libri nell'armadietto e si voltò verso quello della sua migliore amica, Cadie. Cadie aveva i capelli di un biondo scuro e gli occhi verdi. Era simpatica, solare, ma soprattutto era bella. Non un brufolo, non un capello fuori posto. Niente occhiali, niente che la poteva far sembrare brutta. Niente.
«Allora, hai fatto la ricerca di letteratura?» Chiese Cadie.
«Ho la faccia di una che non ha fatto la ricerca di letteratura?»
«Mmh, no.» Cadie si mise a ridere e poi emise un gridolino.
«Cosa c'è?» Bree le fece segno di silenzio portandosi un dito sopra le labbra.
«Indovina chi mi ha invtata ad uscire oggi pomeriggio?»
«Mmh, non lo so. Chi?»
«Wow, che allegria! Comunque, mi ha invitato Shannon.»
«Oh, figo. Ora andiamo in classe.» Bree spinse Cadie verso la classe di letteratura ed entrarono. Bree si sedette e prese la ricerca. Il professore entrò in classe e scrisse sulla lavagna 'Rom' ma il gesso si spezzò prima che potesse finire. Aprì il cassetto e ne cercò uno bianco tra i suoi tanti gessetti colorati. Continuò a scrivere 'Romeo e Giulietta', poi rivolse un occhiata agli alunni. Sospirò e disse.
«Allora, cosa sapete dirmi su Romeo e Giulietta?» Bree fu la prima e l'unica ad alzare la mano. E più il professore pazientava a chiamarla, più lei alzava la mano, fino a contorcersi e a mettersi in ginocchio sulla sedia. Ormai era diventata quasi un'abitudine.
«Sì, Brenda. Rispondi tu.» Il broncio di Bree si tramutò in un immenso sorriso.
«Romeo e Giulietta è una tragedia di William Shakespeare, una tra le più famose e rappresentate, e una delle storie d'amore più popolari di ogni tempo e luogo.»
«Proprio così, Brenda.» Il professore continuava a parlare di Romeo e Giulietta, e Bree era più attenta che mai. L'ora di letteratura era la sua preferita. Bree amava la scuola, era l'unica cosa con cui poteva essere se stessa. Amava scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo. Ma per un attimo Bree si distrasse. Si voltò verso la finestra dove la squadra di football si stava allenando. E vide lui, Adam. Lo vide seduto sugli sfalti a guardare i ragazzi giocare. O non proprio forse. Adam amava fotografare e da lì avrebbe potuto fotografare tutto ciò che circondava la scuola. Indossava un jeans grigio, una maglietta nera e una sciarpa verde. Bree era innamorata di lui da tre anni, ma non aveva avuto il coraggio di dirglielo. Ogni volta che lo guardava negli occhi un brivido le percorreva la schiena scheletrica e la faceva sentire in paradiso.
«Quindi, ragazzi, voglio che facciate una ricerca approfondita su William Shakespeare. Potete andare, a domani.»
«Bree, vieni a mangiare un panino con noi?» Chiese Paul.
«No, ragazzi. Io vado a casa. Ci vediamo domani a scuola.»
Bree uscì dalla scuola e si diresse subito verso casa. Pioveva a dirotto e lei non aveva l'ombrello. Correva e a volte metteva i piedi nelle pozze e si bagnava.
Arrivata a casa salì le scale ed entrò nella sua stanza. Aprì il diario, prese una penna e cominciò a scrivere.
Oggi ti ho visto. Eri così bello.
Speravo ti accorgessi di me, come lo spero ogni giorno.
Ti amo sempre di più, penso solo a te e a volte ti sogno.
Non so come dirti certe cose. Tutte le ragazze lo fanno. Dicono quello che provano.
Ma io sono troppo imbranata e non voglio sfigurare davanti a te, quindi scrivo,
scrivo qui le parole che ti direi.
Bree

1 commento:

  1. -Scrivo qui le parole che ti direi- e Jenny si sciolse come un ghiacciolo al sole :3
    Non sai da quanto tempo cerco una ragazza che come me scrive storie a capitoli su Blogger, quindi preparati: non ti mollo più ;)

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