Suonarono alla porta e la mamma di Bree, Loren, andò ad aprire. Fuori trovò un ragazzo. Era Adam. Lo fece entrare e lui si accomodò sul divano.«Ti chiamo Bree.» Loren salì le scale e bussò alla porta della stanza di Bree. Lei aprì. «Bree, c'è un ragazzo giù. Vuole parlarti.» Bree la guardò stranita.
«Mmh. Va bene. Digli di salire qui.» Bree aveva le mani sudate. Non si immaginava Adam ma nel profondo del suo cuore un pò ci sperava. Sistemò la scrivania e sentì la porta aprirsi.
«E' permesso?» Bree riconobbe la voce e il cuore le salì in gola.
«Ciao. Si, ehm.. siediti ma, ehm. Vabè fai un pò come ti pare.» Ogni volta che lo vedeva non riusciva mettere due parole insieme per creare una frase. Cominciava a balbettare, non capiva più nulla.Adam rise.
«Va bene. Sono venuto per scusarmi per l'altro giorno. Non dovevo andarmene in quel modo. Non dovevo lasciarti lì da sola. Sono stato uno stronzo.»
«No, ehm. Non preoccuparti.»
«E scusa se ho fatto in quel modo. Se mi allontanavo da te.» Adam abbassò gli occhi. «E' che.. ho paura.»
«Paura? Di cosa?»
«Ho paura di innamorarmi.» Una lacrima gli scivolò lungo il viso perfetto e cadde sulla felpa rossa. «Ho avuto una storia. E' durata cinque anni ed è finita due anni fa. Lei si chiamava Jennifer. Era bella, mora e con gli occhi scuri. L'amavo più di quanto abbia mai amato una persona. Era tutto per me. Poi un giorno..» Parlava piangendo. Aveva gli occhi rossi, gonfi. Bree l'avrebbe voluto baciare in quel momento. «.. un giorno sua madre mi chiamò al cellulare e mi disse che era morta. Un infarto. In quel momento non capii più nulla. Avrei voluto essere morto anch'io, per stare con lei. Bhe. Da quel giorno non mi sono più innamorato. Forse non ho voluto. Non lo so. So solo che non riesco a non pensare a lei. Innamorarmi di qualcun' altra sarebbe come tradirla. » Bree gli sfiorò il viso con una mano, ma la ritrasse.
«Mi.. mi.. mi dispiace.»
«Scusa. Ti ho rattristato la giornata. Ora vado. Scusa.»
«No! Non è vero.» Bree gli prese una mano e lo avvicinò a lei. «Tu hai reso la mia giornata stupenda.» Adam le si avvicinò e le diede un bacio sulla guancia, poi si voltò e se ne andò.
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